Molfetta

Le Statue della Settimana Santa

Tradizioni

Cinque sono le statue lignee chiamate Misteri, protagoniste delle processioni pasquali molfettesi del venerdì santo, custodite nella Chiesa di Santo Stefano.

Queste sculture rappresentano un patrimonio inestimabile di arte, fede e tradizione: molto più che semplici opere d'arte sacra, sono espressione tangibile di una cultura profondamente radicata nella storia e nell'anima della comunità di Molfetta, circondate da un'aura di sacralità e bellezza che viene alimentata da secoli di rituali. Le statue lignee di Molfetta rappresentano con indicibile realismo le espressioni dei volti e le movenze dei corpi dei soggetti nei momenti cruciali della Passione e Morte di Nostro Signore: Cristo orante nel Getsemani, Cristo flagellato, Cristo deriso (Ecce Homo), Cristo carico della croce, Cristo morto.

Di queste statue resta ancora ignoto l'autore e numerose sono le leggende che aleggiano attorno ad esse; le congetture più attendibili le attribuiscono alla scuola della tradizione scultorea lignea napoletana del Cinquecento. Di certa fattura sono, invece, le statue in cartapesta del molfettese Giulio Cozzoli, che nei primi del Novecento furono acquistate dalla Confraternita della Morte e che oggi sono condotte in processione il Sabato Santo.

In questo giorno si effettua la processione solenne che chiude la Settimana Santa. Essa ebbe origine nella seconda metà del secolo XVIII, portando solo il gruppo della Pietà.

La processione è composta da sette statue, che rappresentano i Personaggi della Passione, custodite all'interno della Chiesa del Purgatorio. 

San Pietro — raffigurato con la mano sinistra all'orecchio per simboleggiare l'atteggiamento assunto al canto del gallo; 

la Veronica — raffigurata con le braccia tese, che reggono il panno con su impressa l'immagine sanguinante del volto di Gesù; 

Maria di Cleofe — raffigurata con volto desolato con nelle mani la corona di spine di Gesù e i chiodi della crocifissione; 

Maria di Salomè — la statua rappresenta una donna di età avanzata, con corporatura fragile, che porta nelle mani un vaso d'unguento per imbalsamare il corpo di Gesù; 

Maria Maddalena — raffigurata nell'atteggiamento di chi implora perdono; 

San Giovanni — uno dei dodici discepoli, che ha seguito Gesù fino alla Croce.

Ultima delle sette statue è la Pietà — rappresenta la Madonna che ha in grembo Gesù Morto appena deposto dalla croce. Gesù è raffigurato con il braccio destro ricadente sulle ginocchia della Madre. L'opera, eseguita con notevole perizia da Giulio Cozzoli, è di grande suggestione. La corona stellare della Vergine si compone di dodici stelle che simboleggiano quelle dell'Apocalisse. La spada conficcata nel petto attesta la profezia di Simeone. Da alcune fonti la statua non risulta realizzata interamente dallo scultore Giulio Cozzoli, e viene portata in processione dall'arci-confraternita della Morte dal Sacco Nero.

La successione processionale delle statue molfettesi della Settimana Santa rappresenta una profonda narrazione tra fede, arte e conoscenze d'altri tempi.

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